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Set 12, 2019

Scuola e CAA: il punto di vista di un insegnante

 Da quanto tempo utilizza la Comunicazione Aumentativa e Alternativa?

Ormai utilizzo la Comunicazione Aumentativa e Alternativa da più di 8 anni. La scoperta della CAA è avvenuta per me dalla necessità di utilizzarla come supporto a scuola per una bambina autistica, in accordo con l‘équipe del Servizio di Neuropsichiatria Infantile.

Con quale modalità avete cominciato ad utilizzarla e che risultati ha portato?

Utilizzando quotidianamente la CAA abbiamo potuto osservare miglioramenti progressivi sia nell’apprendimento della bambina sia nei progressi dell’intera classe.

Abbiamo notato fin da subito la forte valenza educativa anche per le dinamiche di relazione-socializzazione, tanto da sentire il desiderio di seguire un percorso di formazione dedicato. 

In che modo oggi continua ad utilizzarla? 

Ad oggi io sono referente d’istituto per la CAA (Scuola dell’Infanzia Statale “Giardino delle Rose” Istituto Comprensivo di Cavallermaggiore) e per la biblioteca civica – per l’associazione “Amici della biblioteca”. Qui offro un servizio di volontariato, insieme ad altri, dedicato alle famiglie che la utilizzano a casa e agli operatori che seguono i bimbi bielorussi nei soggiorni estivi nella città di Cavallermaggiore.  

Secondo lei in che cosa la CAA può essere utilizzata quotidianamente?

Personalmente, utilizzo la CAA quotidianamente, come strumento per tutti, durante l’anno scolastico.

Ad esempio nella mia sezione ho organizzato con i simboli della CAA l’agenda giornaliera, cioè l’agenda delle attività che i bimbi compilano a turno nel momento delle attività di routine.

Uso le etichettature – molto utili per incentivare lo sviluppo dell’autonomia dei bambini e per l’apprendimento delle regole – ottenendo notevoli risultati nel periodo dell’inserimento e nell’apprendimento della lingua italiana. Il metodo dell’etichettatura si è rivelato un ottimo supporto anche per gli alunni stranieri.

Abbiamo inserito nel progetto di lettura annuale un laboratorio di lettura con i libri in simboli. Inoltre, quest’anno ho partecipato alla “Giornata dello Studente” presso il Liceo Ancina di Fossano – Scienze umane, con un laboratorio, per portare l’esperienza dei libri modificati.

C’è qualche caso particolare, che le è rimasto impresso negli anni, di cui ritiene significativo parlare?

Sicuramente citerei la lettura ad alta voce di libri modificati, che trovo un’esperienza davvero utile per sostenere lo sviluppo emotivo e contemporaneamente quello linguistico e cognitivo di tutti i bambini; molto efficace da proporre sia con i libri cartacei sia in digitale.

Inoltre ricordo l'avvio di un laboratorio di lettura rivolto sia a bambini stranieri che italiani, con il coinvolgimento delle loro famiglie. Il percorso fatto insieme è stato davvero interessante e positivo, sia per le dinamiche di relazione, ludico-relazionali sia per quanto riguarda l’apprendimento della lingua italiana.

Quale è la sua opinione rispetto alla possibilità di fruire dei libri in simboli in versione digitale, come nel caso del progetto “I libri per tutti”?

L’uso dei libri in simboli in versione digitale è sicuramente uno strumento innovativo da utilizzare, anche perché può rivelarsi più adattabile ai singoli bisogni.

L’utilizzo dei libri cartacei è ottimo per quanto riguarda l’opportunità di socializzazione e di relazione nel gruppo; per quanto riguarda l’utilizzo ad esempio a scuola del digitale – che cattura ovviamente in modo notevole – è bene usufruirne singolarmente o divisi in gruppi più piccoli.

Nella mia esperienza entrambi i supporti con cui si può utilizzare la CAA sono validissimi come strumento di inclusione, e tengo a precisare per tutti, per offrire maggiori opportunità di godere del piacere della lettura.